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Vetro solido

Le vetrate delle cattedrali medioevali sono molto più spesse alla base, e si assottigliano verso l'alto. La spiegazione ,che viene comunemente data, è che il vetro,in realtà, non è un solido, non cristallizza e rimane come un liquido estremamente viscoso. C'è chi ribatte che le basi delle vetrate sono più spesse, perchè all'epoca non sapevano ancora lavorarle in modo da renderle uniformemente piatte.

Questa è la drastica tesi sostenuta da esperti di 'soft matter' dell'università di Emory, i quali negano che la base spessa sia il risultato del lentissimo fluire verso il basso del vetro, sotto l'azione della gravità. Ma c'è anche la tesi secondo cui la base spessa delle vetrate fosse una misura intenzionale, perchè il vetro in basso deve sostenere anche il peso di quello in alto, e andava quindi rinforzato. Comunque la solidificazione del vetro rimane un processo ancora sconosciuto, a differenza della solidificazione del ghiaccio, in cui le molecole di acqua cessano di muoversi e si dispongono secondo schemi fissi, nelle diverse fasi del ghiaccio.

Per studiare meglio il fenomeno del passaggio dal liquido fuso alla forma 'solida' del vetro, gli esperti ricorrono a un modello, con una miscela di acqua e di micro-palline di plastica,delle dimensioni del nucleo di una cellula. Un modello del genere simula il comportamento del vetro, quando la concentrazione delle particelle diventa abbastanza elevata. Ma in realtà le molecole di vetro non hanno forma sferica, bensì irregolare. Di qui il modello successivo, realizzato con gruppi di particelle sferiche, disposte però a forma di tetraedro. In definitiva un modello più realistico, che dovrebbe aiutare a vedere in dettaglio che succede al vetro fuso quando diventa 'solido', o come si muovono le molecole senza riuscire a disporsi in una configurazione finale, come nella solidificazione del ghiaccio. Ci deve essere qualche meccanismo ancora sconosciuto, che non si riduce unicamente all'aumento enorme  della viscosità. Rispetto alla fisica dell'Ottocento, la modellistica attuale dispone di tecnologie molto più avanzate, anche se la vera 'realtà' resta da scoprire.

 

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