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Uno studio a più tecniche per comprendere meglio la magia dei violini Stradivari

Non è necessario essere amanti della musica per sapere che Antonio Stradivari è stato il più celebre liutaio della storia. 
Il segreto del suono soave che ha reso universalmente noti i suoi violini è il risultato della combinazione tra la scelta dei materiali, la tecnica costruttiva e la sua abilità personale.
Per comprendere ancora meglio il mistero di tanta meraviglia è scesa in campo anche la fisica, con una collaborazione tra e Università di Pavia, Milano Bicocca e Milano Statale.

StradivariIn un lavoro apparso recentemente su Applyed Phisycs A ( M. Malagodi, C. Canevari, L. Bonizzoni, A. Galli, F. Maspero, M. Martini, A multi-technique chemical characterization of a Stradivari decorated violin top plate ) gli autori studiano i materiali e le tecniche esecutive di una tavola armonica di un violino originale Stradivari, con con diverse tecniche diagnostiche e con una metodologia di analisi integrata e non distruttiva.

Scopo del lavoro è lo studio di rivestimenti superficiali e decorazioni, anche allo scopo di accertare eventuali restauri inappropriati.

Sono state eseguite misure di fluorescenza indotta da UV visibile, microscopia ottica digitale, ED-XRF associata con spettroscopia micro-FTIR, e di dendrocronologia.
Letizia Bonizzoni, del nostro Dipartimento, si è occupata in particolare dello studio delle decorazioni della tavola armonica tramite l’analisi EDXRF caratterizzando i materiali delle decorazioni ad intarsio e rivelando l’uso di un inchiostro, detto ferro-gallico, usato ai tempi di Stradivari per la scrittura.

 

Per saperne di più: 

Letizia Bonizzoni

 

19 luglio 2013
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