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Ricadute valutate della ricerca: notizie dal Dipartimento

Le scoperte importanti, come quella del bosone di Higgs, attraggono l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica. Accanto agli entusiasti però, ci sono sempre gli scettici con la domanda scontata: a che serve il bosone di Higgs? Per dare una risposta ai critici dell'impresa della ricerca fondamentale,è stato lanciato un progetto, che mira a dare una valutazione quantitativa delle conseguenze e dei vantaggi delle ricadute della ricerca fondamentale. L'iniziativa è partita dalla BEI (Banca europea per gli investimenti), che non è nuova a questo genere di incursioni.
Stefano Forte, del dipartimento di Fisica, spiega che 'la BEI e' l'ente dell'Unione Europea, che eroga finanziamenti, cioe' prestiti, per la realizzazione di grandi progetti di infrastrutture, comeil tunnel sotto la Manica. Ma si è presa cura anche di LHC: nel 2002, quando il CERN era in crisi finanziaria, la BEI ha concesso un prestito per la realizzazione di LHC. http://www.eib.org/projects/press/2002/2002-127-eur-300-mio-for-cerns-major-collider.htm Chiaramente, prima di dare un finanziamanto, la BEI stabilisce se ne vale la pena, facendo quella che tecnicamente si chiama analisi costi-benefici.' E per questo genere di analisi, è necessario il coinvolgimento di economisti, come 'Massimo Florio, professore di scienza delle finanze del dipartimento di economia modelli e metodi (DEMM)di UNIMI.' Precisa Forte che Florio 'e' un esperto di analisi costi-beniefici ed in passato ha fornito alla BEI vari studi in materia. Vedi ad esempio http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/guides/cost/guide2008_en.pdf di cui Florio e' "Project Scientifi Director" (vedi pag 4 del documento di cui sopra). Continua Forte:'Ora la BEI ha bandito un progetto di ricerca per sviluppare dei modelli di analisi costi-benefici per le infrastrutture di ricerca fondamentale, per le quali un modello del genere attualmente manca ancora.Con Florio, abbiamo presentato una proposta ed abbiamo vinto il finanzialemnto. Il gruppo di ricerca include il DEMM, con Florio e collaboratori, lo CSIL http://www.csilmilano.com/ con Dr. Silvia Vignetti e collaboratori, e il dipartimento di Fisica. Il gruppo dei fisici include, oltre al sottoscritto: Lucio Rossi,ben noto ai lettori delle notizie di UNIMI, e Giuseppe Battistoni, dirigente di ricerca INFN, coordinatore nazionale di INFN-MED. http://pcbat1.mi.infn.it/~battist/infn-med/index.shtml Ma che si prefigge il progetto di collaborazione fra fisici e economisti? 'L'idea e' di mettere a punto un modello di analisi costi-benefici, che tenga conto del fatto che il beneficio primario di un progetto di ricerca fondamentale e' di generare conoscenza. I benefici che derivano da ricadute in fisica applicata ci sono, ma non sono gli unici. Si propone di testare questo modello, valutando a posteriori LHC come 'case study'. Cioe' si fa l'analisi con i dati disponibili, poinamo, nel 2002, e poi si vanno a vedere i dati di dieci anni dopo,per controllare se il modello è effettivamente in grado di funzionare. Quindi l'analisi costi-benefici la si fa sull'infrastruttura 'acceleratore di patricelle', come se fosse un tunnel,o un ponte. Vi è inoltre l'idea di prendere come 'case study' per le ricadute in fisica applicata, l'adroterapia, e in patricolare lo CNAO. http://www.cnao.it/index.php/en/ ). Il progetto dura tre anni ed alla fine bisogna fornire alla BEI un manuale, come quello al link qui sopra, più un certo numero di pubblicazioni, che supportano il manuale stesso. Ovviamente, gli economisti formulano il modello mentre i fisici forniscono consulenza nel campo loro specifico: Lucio Rossi sugli acceleratori e la loro tecnologia, io sulle ricadute di conoscenza che ha un acceleratore sulla fisica delle particelle, Battistoni sulle ricadute in fisica applicata. C'e' anche un comitato scientifico internazionale che, oltre a vari economisti include il fisico James Stirling http://en.wikipedia.org/wiki/James_Stirling_(physicist) .'

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