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Gonne e pieghe rotanti

Colpiti dall’ammirazione per le danze tipiche dei Dervisci, un gruppo internazionale di esperti si è messo a studiare gli ondeggiamenti delle gonne, indossate dai danzatori dell’ordine religioso dei Sufi, nelle cerimonie in memoria e in onore del poeta e mistico persiano Rumi, vissuto nel tredicesimo secolo.

Da ferme, le gonne cadono a terra, fino ai piedi, in direzione verticale, come fossero delle tende o delle tovaglie su un tavolo. Mentre si animano quando i danzatori si mettono a rotearle. Effetti che sono dovuti alla cosiddetta forza di Coriolis, che si manifesta a causa della rotazione della terra, quando spingono i venti di lato. Le correnti d’aria nell’atmosfera non si spostano nella direzione che va direttamente dalla zona a alta pressione a quella a bassa, ma vengono deviate verso destra nell’emisfero nord (il contrario nell’emisfero sud). Sempre nell’emisfero nord, attorno a una zona di bassa pressione, tende a formarsi un ciclone, in cui le masse d’aria ruotano in senso anti-orario. Mentre attorno a una zona di alta pressione, si formano anti-cicloni, che ruotano in senso orario. Come l’anticiclone delle Azzorre, reso famoso su tutti i teleschermi della penisola anche grazie al colonnello Giuliacci, già docente di fisica dell’atmosfera in via Celoria. Nell’emisfero sud, il gioco dei venti e dei cicloni si svolge in modo opposto.

Il legame fra le gonne e i fianchi dei danzatori è indubbiamente più rigido di quello fra la terra ruotante e l’atmosfera. Ma gli esperti hanno individuato un ruolo importante proprio per la forza di Coriolis, nel generare formazioni ondose, con picchi e avallamenti, che si propagano sulle superfici a cono rotante delle gonne, ripetendosi e creando effetti ipnotici. Con un salto dalla mistica alle equazioni, hanno fatto compiere un ulteriore progresso alla dinamica cosiddetta classica. Un settore a torto ritenuto esaurito, ma che promette ulteriori avanzamenti. Infatti lo studio delle gonne ruotanti continua.

Lanfranco Belloni

 

Potete leggere l'articolo apparso su New Journal of Physics

12 dicembre 2013
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