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Einstein e terre rare

 

Il disprosio, con i suoi 66 protoni, appartiene al gruppo degli elementi delle terre rare, al centro di intrighi internazionali, a causa dei suoi impieghi nella high-tech.

Per un gruppo di fisici di Berkeley è invece un campo di battaglia per verifiche ancora più stringenti del limite einsteiniano della velocità della luce, nonchè dei principi della relatività generale. Con l'ambizione di evitare il ricorso ai grandi acceleratori, notoriamente costosi, e alle altissime energie, là dove si possono manifestare segni di nuova fisica. Giocando invece sulle particolari proprietà di stati eccitati dell'atomo di disprosio.
Hanno quindi eseguito una maratona di misure, utilizzando due isotopi del disprosio, e hanno misurato l'energia necessaria per variare le velocità degli elettroni, quando saltano da un orbitale all'altro, mentre la terra ruota su se stessa. La velocità massima di un elettrone, che in teoria è la velocità della luce c, risulta la stessa in tutte le direzioni, come previsto.
Hanno inoltre usato i due isotopi del disprosio come 'orologi', E mentre nel corso di due anni, la terra si è avvicinata e allontanata dal sole, la frequenza relativa dei due orologi è rimasta costante, come previsto dalla relatività generale.
Pur con misure di una precisione fin qui mai raggiunta, i 'sacri principi' hanno retto alla prova. Ma a Berkeley sono convinti che il disprosio potrà dare delle sorprese.

Lanfranco Belloni

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12 settembre 2013
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